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parachute....pas facile!
tigouille
Ecrit le : 18 July 2018 à 23:12
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Marco Laurenzi est à Kursevo.
Hier, à 14:09 · Krouchevo, Macédoine ·
Campionato Europeo Krushevo - Report back di un tumbling:

Il mio primo campionato europeo.
Non ho volato molto quest'anno prima di questa importante gara e sono arrivato in Macedonia con una grande voglia di volare. A parte i risultati delle task, in aria mi sentivo bene, volo dopo volo il delta andava sempre meglio e io mi sentivo sempre più in sintonia con quello che mi circondava. Mi stavo divertendo!
È con questo spirito e con questo animo che stavo affrontando l'ennesima task, quando ad un certo punto in una maniera del tutto inaspettata, violenta, brusca e prepotente, a spezzare questa sintonia, è arrivato il mio primo tumbling.

Eravamo poco dopo lo start, sotto una linea di cumoli, in un aria di convergenza, tutta portante...e planavo a più di 2500m verso il primo turn point.
Quando i costanti "bip bip" del vario (0.5÷1 m/s) sono dolcemente diventati sempre più frequenti, così da decidere di girare e guadagnare gli ultimi 100m che mi separavano dalla base del cumulo.
Sto per girare a destra, è lì che sento il valore: mi preparo a lascare i 3/4 di vg che avevo dentro mente inclino leggermente a destra per cercare di trovare il core del valore, che saliva progressivamente e dolcemente sempre di più (2÷3m/s), quando una forza inaudita mi prende l'ala destra e "mi rolla" a sinistra in men che non si dica. Il vario passa dal "bip bip bip" a "TRIIIIIIIII"!!!
Non ricordo se sono riuscito a mollare la geometria che ho costantemente in mano, specie in planata.
Nel giro di una frazione di secondo mi trovo in una configurazione di volo quasi come in un wing over, ma senza la giusta velocità e contrastando inutilmente. Da lì vedo terra e un pezzettino di cielo capovolto e dolcemente sento i piedi toccare la vela, poi le gambe, poi perdo la barra e picchio con la testa sul nasetto del delta. Tutto a tratti sono passato da un evento brusco e immediato che non mi ha dato il tempo nemmeno di capire ad una sorta di rallentamento temporale, dove il tempo sembrava scorrere lento, fino a che a spezzare questa situazione un'altro violento scossone che mi butta sul trapezio. Realizzo solo dopo che è il primo giro in tumbling.
Lì ho chiaro che la situazione non è più gestibile. Mentre sbatto a destra e sinistra allungò la mano sul mio paracadute mentre attorno a me vedo il delta andare in frantumi. Cornini, cavi, montanti e tubi "spezzati"...
Estraggo, guardo a sinistra e vedo un ala quasi ancora sana, mi volto a destra e vedo l'altra ala completamente in frantumi ed è lì che ho spazio per lanciare! Faccio un deciso lancio e vedo sia la fune del para stendersi, che l'inizio dello spiegamento: poi sento un "puff" e uno strattone molto meno violento rispetto a quelli che avevo subito fino a quel momento. Il parà si apre immediatamente. Lo vedo. Bianco, bellissimo.
Scendo non proprio stabilmente, con l'ala "sana" che si muove in continuazione, così apro l'imbrago mi aiuto con i piedi a fare leva sui tubi che restano e afferro con il braccio sinistro la corda del paracadute. Li la discesa si stabilizza, ma dura poco perché il delta entra in una spirale sempre più veloce che mi fa attorcigliare cavi, cordini e un pezzo di montante attorno al braccio, stringendomelo sempre più. Allora subito cerco di liberandomi, dimenandomi e aiutandomi con l'altro braccio. Ci riesco. Il delta però ricomincia a rimbalzarmi a destra e sinistra, con i montanti spezzati in malo modo che stracciavano e tagliavano ogni cosa che incontravano sulla loro traiettoria: vela, imbrago, le mie braccia e i miei indumenti.
Così decido di riafferrare la fune del para e lì vedo una cosa che mi terrorizza. Non ho avuto panico fino a quel momento, anzi sono impressionato dalla freddezza e lucidità che ho avuto fino ad allora; ma quando vedo che il groviglio di cavi e cordoni stringeva attorno alla fune del paracadute uno spezzone di montante rotto che stava lacerando la corda dell'emergenza faccio uno scatto improvviso e spaventato afferrando l'altra emergenza: la manco.
Allora la cerco con lo sguardo e la trovo, la afferro e mi fermo per qualche millisecondo. Penso rapidamente: "è la cosa giusta da fare?" "Sono in una discesa instabile e movimenta con i pezzi del delta che sbattono ovunque, la fune del para si sta "tagliuzzando"....ok, si lo lancio!"
Così estraggo e ripeto la procedura: guardo e tiro. Non mi viene un lancio deciso come il primo ma si apre abbastanza subito anche l'altra emergenza. Lì mi stabilizzo e ho l'impressione che rallento molto. Da discesa diventa decisamente dolce e morbida. Bene!
(Solo dopo, analizzando i danni, vedo che i tagli sulla fune del para erano solo superficiali, riguardano la "camicia" esterna che avvolge il fascio...però in quel momento la "strizza" non mi ha fatto fare tutte queste analisi!)

Scendendo mi guardo il "panorama", il delta distrutto, vedo dove sto precipitando, il vento mi scarroccia dietro la montagna, sul versante ovest.
In dolce spirale impatto su un albero prima di una parte verde e spoglia. Il pendio è abbastanza ripido ma sono a 2m da terra. Cerco la radio, ma è volata via! Persa.
Così mi sgancio sull'imbrago e chiamo subito Flavio per dire che sono ok. Non mi sono fatto nulla. Qualche graffio e qualche leggera contusione, ma sono OK.

Evito di raccontare i momenti in cui ho liberato le emergenze dagli alberi e in cui ho impacchettato i rottami del delta e ciò che mi restava dell'attrezzatura perché sono stati davvero pieni di rammarico e disperazione. Ero contento che ero sano come un pesce, ma lì in quella solitudine questo già era venuto meno e quello per cui più soffrivo era la distruzione di una passione sintetizzata in rottami e scene che un pilota amante del volo non vorrebbe mai vedere!

Spero di far bagaglio positivio di questa esperienza nonostante la sua drammatica natura, e ringrazio tutte le persone che mi sono state vicine e che mi hanno aiutato e che continuano a farlo. GRAZIE DAVVERO DI CUORE!!!!!

Non vedo l'ora di tornare in volo, e non vedo l'ora che tutto si sistemi, così da lasciarmi alle spalle questa esperienza e tornare a volare con lo stesso piacere e la stessa voglia con cui ho iniziato questa competizione!

Championnat D'Europe krushevo - rapport back d'un tumbling :

Mon premier championnat d'Europe.
Je n'ai pas beaucoup volé cette année avant cette importante course et je suis arrivé en macédoine avec une grande envie de voler. A part les résultats des tâches, je me sentais bien, vol après vol le delta allait de mieux en mieux et je me sentais de plus en plus en phase avec ce qui m'entourait. Je m'amusais.
C'est dans cet esprit et avec cette âme que je faisais face à une énième tâche, alors qu'à un certain moment d'une manière tout à fait inattendue, violente, brutale et autoritaire, à briser cette harmonie, mon premier tumbling est arrivé.

Nous étions peu après le start, sous une ligne de cumoli, dans un air de convergence, tout porteur... et planavo à plus de 2500 m vers le premier turn point.
Quand les constantes "bip bip" du vario (0.5 ÷ 1 M / s) sont doucement devenues de plus en plus fréquentes, afin de décider de tourner et de gagner les 100 derniers m qui me séparaient de la base du cumul.
Je vais tourner à droite, c'est là que je sens la valeur : je me prépare à lascare les 3/4 de vg que j'avais dedans esprit incline légèrement à droite pour essayer de trouver le core de la valeur, qui salive progressivement et doucement de plus en plus (2 ÷ 3 M / s), quand une force inouïe me prend l'aile droite et "me rolla" à gauche en un rien de temps. Le vario passe du " bip bip bip " à " Triiiiiiiii "!!!
Je ne me souviens pas si j'ai réussi à abandonner la géométrie que j'ai constamment dans la main, surtout en rabotage.
En l'espace d'une fraction de seconde, je me trouve dans une configuration de vol presque comme dans un wing over, mais sans la bonne vitesse et en luttant inutilement. De là, je vois la terre et un petit bout de ciel à l'envers et j'entends doucement les pieds toucher la voile, puis les jambes, puis je perds la barre et je frappe avec la tête sur le aménagement du Delta. Tout à traits je suis passé d'un événement brusque et immédiat qui ne m'a pas donné le temps non plus de comprendre à une sorte de ralentissement temporel, où le temps semblait couler lent, jusqu'à ce qu'à briser cette situation une autre violente secousse qui me jette sur le Trapèze. Je réalise seulement après que c'est le premier tour en tumbling.
J'ai bien compris que la situation n'est plus gérable. Pendant que je cogne à droite et à gauche, il m'a tendu la main sur mon parachute tandis que autour de moi je vois le delta se briser. Cornini, câbles, montants et tubes "brisés"...
Je sors, je regarde à gauche et je vois une aile presque encore saine, je me tourne à droite et je vois l'autre aile complètement brisée et c'est là que j'ai de la place pour lancer ! Je fais un lancement décidé et je vois la corde du para s'allonger, que le début du déploiement : puis j'entends un "puff" et un a beaucoup moins violent que ceux que j'avais subi jusqu'à ce moment-là. Le paras s'ouvre immédiatement. Je le vois. Blanc, magnifique.
Je descends pas vraiment de façon permanente, avec l'aile "saine" qui bouge tout le temps, alors j'ouvre l'harnais je m'aide avec mes pieds à faire levier sur les tuyaux qui restent et je saisis avec le bras gauche la corde du parachute. La descente se stabilise, mais elle dure peu parce que le delta entre dans une spirale de plus en plus rapide qui me fait emmêle câbles, cordons et un bout de uppercut autour du bras, stringendomelo de plus en plus. Alors, j'essaie de m'en occuper et de m'aider avec l'autre bras. J'y arrive. Mais le delta recommence à rebondit à droite et à gauche, avec les montants brisés de manière à ce qu'ils coupaient et coupaient tout ce qu'ils rencontraient sur leur trajectoire : voile, harnais, mes bras et mes vêtements.
J'ai donc décidé d'enlever la corde du para et je vois quelque chose qui me fait peur. Je n'ai pas eu de panique jusqu'à ce moment-là, au contraire je suis impressionné par la froideur et la lucidité que j'ai eu jusque-là ; mais quand je vois que l'enchevêtrement de câbles et cordons serrait autour de la corde du parachute un tronçon de uppercut cassé qui il la corde de l' Urgence je fais un déclic soudain et effrayé en saisissant l'autre urgence : je la manque.
Alors je la cherche avec le regard et je la trouve, je l'attrape et je m'arrête pour quelques milliseconde. Je pense rapidement : " C'est la bonne chose à faire ?" " je suis dans une descente instable et du avec les morceaux du delta qui claquent partout, la corde du para se " Tagliuzzando ".... ok, on le lance !"
J'extrais et je répète la procédure : je regarde et je tire. Je n'ai pas de lancement décidé comme le premier, mais l'autre urgence s'ouvre assez vite. J'ai l'impression de ralentir. La descente devient très douce et douce. Très bien !
(seulement après, en analysant les dégâts, je vois que les coupures sur la corde du para n'étaient que superficielles, elles concernent la " chemise " extérieure qui enveloppe le faisceau... Mais à ce moment-là, le " psy " ne m'a pas fait faire toutes ces analyses ! )

En descendant, je regarde le "Panorama", le delta détruit, je vois où je tombe, le vent me scarroccia derrière la montagne, sur le versant ouest.
En douce spirale impact sur un arbre avant une partie verte et nue. La pente est assez raide mais je suis à 2 m du sol. Je cherche la radio, mais elle s'est envolée ! Perdue.
Alors, je me mets sur l'harnais et j'appelle Flavio pour dire que je suis ok. Je n'ai rien fait. Quelques égratignures et quelques contusions, mais c'est bon.

J'évite de raconter les moments où j'ai libéré les urgences des arbres et où j'ai emballé les débris du Delta et ce qu'il me restait de l'équipement parce qu'ils étaient vraiment remplis de regret et de désespoir. J'étais heureux que j'étais sain comme un poisson, mais là dans cette solitude cela avait déjà été moins et ce pour quoi plus je souffrais était la destruction d'une passion synthétisée dans des débris et des scènes qu'un pilote amoureux du vol ne voudrait jamais voir !

J'espère faire des bagages positivio de cette expérience malgré sa nature dramatique, et je remercie toutes les personnes qui m'ont été proches et qui m'ont aidé et qui continuent de le faire. Merci vraiment de tout coeur !!!!!

J'ai hâte de retourner en vol, et j'ai hâte que tout se systèmes, afin de laisser derrière moi cette expérience et de revenir voler avec le même plaisir et la même envie avec laquelle j'ai commencé cette compétition !
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marc06
Ecrit le : 20 July 2018 à 17:02
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Messages : 117
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OUF !!!! ça finit bien ! blink.gif
merci pour le rapport... en espérant passer à travers ce genre d' "incident" !
J ai compris que c est un tumbling latéral , et là, meme un stab d'Aeros ne sert à rien.
a+ et bons vols
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tigouille
Ecrit le : 24 July 2018 à 22:22
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mais un deuxième para de secours peut servir....nous ne sommes pas nombreux à en avoir un; je ne crois pas que beaucoup se soient fait couper les suspentes du secours principal...
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Stephan
Ecrit le : 25 July 2018 à 14:24
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Messages : 108
Inscrit le : 01 September 2014



Bonjour,
Il m'est arrivé quelque chose de similaire...
Bref je me demande si je vais pas repartir au combat avec mon condor
Sans le secours, tout en sachant utilisé des conditions plus adéquate ( c est à dire :
Des conditions plutôt calme voir légèrement instable et si vraiment l'envie me gratouille je me glisserai dans un harnais avec un secours (.
Ça occupe les mains quand on a le nez dans le guidon.


Je ne vous souhaite jamais ce genre de traumatisme sans tout les cas.




Bons vols mes amis les fous volants
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Scuzez les fautes .
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